Obiettivo rinnovabili 2020: a che punto è l’Italia?

L’Italia ha un obiettivo europeo da rispettare entro il 2020: garantire che il 17% dei consumi finali lordi di energia sia soddisfatto da energia rinnovabile.

La domanda è: a che punto è il nostro Paese?

I segnali sono molto positivi: secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, nel 2013 il 16,5% dei consumi finali lordi di energia in Italia è stato soddisfatto da energia rinnovabile.

Un risultato molto vicino al target 2020, a soli 0,5 punti percentuali di distanza.

Se consideriamo che, secondo studi di settore, nel 2014 i nostri consumi di energia sono diminuiti e la produzione da rinnovabili è ulteriormente aumentata, non è sbagliato pensare che l’Italia di fatto abbia già raggiunto l’obiettivo previsto per il 2020.

Analizzando più da vicino la situazione, emerge che la quota di rinnovabili sul totale dei consumi elettrici italiani nel 2013 è stata del 31,3%, del 18% per i fabbisogni termici e del 5% per i trasporti (settore in cui il target europeo da raggiungere entro fine 2014 è del 10%)

Per quel che riguarda l’elettrico, l’unico dei tre settori per il quale siano disponibili dati aggiornati a fine 2014, si è registrato un calo della domanda sull’ultimo anno pari a 3 punti percentuali, mentre l’apporto delle fonti pulite sul totale è salito di oltre 7-8, arrivando a coprire il 37,5% della domanda annuale secondo la stima di Terna e a circa il 38% secondo i dati forniti da Assoelettrica.

Considerando invece l’ Europa nel suo insieme, la quota di energia rinnovabile sui consumi finali nel 2013 è stata del 15%, rispetto ad un obiettivo al 2020 del 20%.

Tra i paesi virtuosi più virtuosi troviamo Svezia, Lettonia, Finlandia e Austria, con quote di rinnovabili sui consumi finali che nel caso della Svezia raggiungono perfino il 52,1%.

Al capo opposto della classifica si posizionano Lussemburgo (3,6%), Malta (3,8%), Olanda (4,5%) e Regno Unito (5,1%).

Di seguito potete consultare la presentazione Eurostat.